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Mucchio Selvaggio - October 2006

Kokoro Mayikibo
Mila Records

L’attitudine schietta e minimale dei Kokoro Mayikibo appare assai chiara sin dalla copertina che hanno scelto per il loro CD d’esordio: a parte il nome, i titoli delle canzoni e i crediti di rito vi compare solo il profilo di una spina elettrica. I più attenti noteranno la presenza dell’elettrodo centrale per la messa a terra: trent’anni fa cablaggi di questo tipo non erano affatto comuni. Il particolare tradisce allora la giovane età dei quattro musicisti milanesi, che invece si ispirano a certa new wave contorta e sofisticata assai in voga alla fine dei ’70. Aggregatisi nella primavera del 2000 dalle ceneri di altri gruppi amatoriali attivi nell’area meneghina (tuttora il cantante Andrea Reali è anche membro degli sperimentali I/O), i Kokoro Mayikibo hanno perfezionato un sound sporco e selvaggio, che parimenti ricalca gli incalzanti ritmi deviati del funk bianco, allucinate distorsioni di matrice noise e assalti elettrici tipicamente punk. La loro aggressività è concentrata in nove fulminanti episodi, tutti con testi in inglese, che non raggiungono neppure un minutaggio complessivo di mezz’ora. È evidente allora che il quartetto punti più alla sostanza che non alla forma; forse ancor più di quanto Pere Ubu, Devo e Talking Heads non facessero ai tempi loro.
Co-prodotto dalla band stessa e dalla Mila Records, l’album è distribuito con licenza Creative Commons, il che significa niente diritti d’autore e libera condivisione dei contenuti; pertanto può anche essere scaricato integralmente dal sito http://www.misskokoro.com

Sands Zine - September 2006

Kokoro Mayikibo è un nuovo progetto musicale di tre transfughi dall’etichetta Ebria Records che si sono accasati per l’occasione tra le quattro mura amiche della nascente Milarecords, anch’essa di Milano (se non erro), gestita dal duo Ludmila, gruppo cult dell’underground italiano. Dicevamo del legame con la Ebria ed infatti tre quarti dei Kokoro Mayikibo sono elementi cardini di quella label: Andrea Reali (voce e sax), Accursio Graffeo (chitarra) e Luca Mauri (equamente divisi tra I/O, Nyppon & The Symbol per dire dei progetti principali); accanto a loro Alfonso Celentano al basso, già partner musicale di Luca Mauri. “Kokoro Mayikibo” è un disco che fulmina, veloce e tagliente come una scheggia; è tanto immerso nel passato da risultare fresco e avvincente, e mai anacronistico. I quattro hanno messo in piedi una band essenzialmente rock, capace di attraversare e rinvigorire il meglio del sound americano, partendo dagli MC5, passando per gli Screamers e finendo con i Talking Heads. Di queste band riprendono la solidità sonora, l’aggressività e la capacità di realizzare canzoni che nulla di più hanno da chiedere (ascoltare la perfezione di canzoni quali Wait, 80k e Oblique wounds).
I Kokoro Mayikibo sono un quartetto che suona solido, che ha bisogno di veramente poco per riuscire ad esprimere tutto il suo potenziale e che soprattutto testimonia che quando si hanno idee buone non è necessario servirsi di orpelli inutili, a meno che non siano finalizzati alla causa come lo splendido sax alla Stooges in Sweet song e The 10th victim , suonato da un Andrea Reali che dimostra di saperci fare con la voce anche al di fuori di quei contesti sperimentali per cui l’abbiamo conosciuto. Un gran disco.

Chaindlk - first album - August 2006

This band with a weird japanese female sounding moniker consist of two guys from Ebria records and the half of mighty I/O. I'm sure you'll be already following this equation: “Ebria : I/O = Kokoro.: experimentalism”, well if you did it you’re wrong. The keyword is eclectism and here these freaks are playing a drunk, demented sick blues-rockenroll with reminiscences of Shorty, Jesus Lizard and Killdozer, Touch and Go and Skin Graft. The funny thing is that even if the singer is the same guy singing for I/O he applies a completely different vocal technique, thus not "post '70ies-avant-prog-Demetrio Stratos-Meredith Monk-Dave Moss-vocalizations" but more bluesy Dave Yow alike psychopathic singing. The whole record is instilled with a genuine sick bluesy/rockenroll mentality but with an odd combination of sounds with which they probably pay homage to some of their inspirators. Just give a listen to that James Chance sax here and there, obviously these weirdoes have probably spent time listening to some good ol' No Wave classics and it means you sure have to ad Contortions to the ingredient list. They’ve put together some really good tracks among which there's a real gem.

Kult Underground - about kokoro

I Kokoro Mayikibo sono una formazione milanese di rock (non mi piace o non condivido la definizione che è stata loro data in un caso di pop-rock deviante, ché il borghese concetto di "devianza" è già sociologicamente - cioè là dove nasce, nella sociologia - molto discutibile). Dunque, è un rock che cerca in avanti e pure si volge indietro a guardare l’ondata punk/new wave della seconda metà degli Anni ’70, o a restituirvi il suo debito. Quella New Wave che originava dagli Stooges, dagli MC5, dai Velvet Underground, martoriata da una poetica ribellione che si scontra con la realtà conformante, alienante e industrializzata (ed oggi solo più subdola dov’è post-industrializzata). Soprattutto sembra di riascoltare i primi dischi dei Pere Ubu di album epocali come Dub Housing, con spruzzate di white funk à la Talking Heads, la devoluzione dei Devo, una vibrante sensibilità pop con gli assalti sonici in stile beefheartiano… Quel che poi saranno anche Husker Du, Pixies, Sonic Youth, Minutemen, Mission of Burma… Il gruppo, nato con questa "ragione sociale" di "Kokoro Mayikibo" nella primavera del 2000, dalle ceneri di Sister Confusion, Città Sotterranea, Don Zauker e Go Fly A Kite, è composto da: Andrea Reali, voce e sax; Accursio Graffeo, chitarra e back voice; Luca Mauri, batteria; Alfonso Celentano, basso e chitarra.

Kult Undreground n.118 - April 2005

Davide

Ciao Andrea. Anzitutto, da quel che so, che ho potuto ascoltare, tu eri nei Go Fly A Kite, una band di musica direi fondamentalmente psichedelica (e anche lì, senza nulla togliere alla originalità di quel progetto, molto vi ho sentito di No Wave, dei Pere Ubu, ma anche dei Devo). Luca Mauri porta avanti un suo progetto solista sotto il nome di LooKe, e gli esiti si direbbero affini a un’elettronica cyborg, minimale, in cui ormai mi sento di dire che Future Sound Of London e Autechre han già espresso forse il massimo delineamento storico; Alfonso Celentano e Luca Mauri erano invece già stati protagonisti di un’altra interessante esperienza, quella dei Città Sotterranea, una musica dura fatta di inni dolenti, paranoia e rabbia punk alla CSI e momenti noise; tu e Luca Mauri siete stati invece (o siete ancora, in veste di side project?) nel gruppo I/O, improvvisazione quasi dadaista… Di Don Zauker e Sister Confusion non so invece nulla, ahimè. Che cosa, a un certo punto, vi ha fatto nuovamente incontrare e raccogliere intorno al progetto Kokoro Mayikibo, per fare esattamente quello che state facendo, dopo tante diverse, ma per vie traverse affini, esperienze?