Kokoro Mayikibo
Mila Records
L’attitudine schietta e minimale dei Kokoro Mayikibo appare assai chiara sin dalla copertina che hanno scelto per il loro CD d’esordio: a parte il nome, i titoli delle canzoni e i crediti di rito vi compare solo il profilo di una spina elettrica. I più attenti noteranno la presenza dell’elettrodo centrale per la messa a terra: trent’anni fa cablaggi di questo tipo non erano affatto comuni. Il particolare tradisce allora la giovane età dei quattro musicisti milanesi, che invece si ispirano a certa new wave contorta e sofisticata assai in voga alla fine dei ’70. Aggregatisi nella primavera del 2000 dalle ceneri di altri gruppi amatoriali attivi nell’area meneghina (tuttora il cantante Andrea Reali è anche membro degli sperimentali I/O), i Kokoro Mayikibo hanno perfezionato un sound sporco e selvaggio, che parimenti ricalca gli incalzanti ritmi deviati del funk bianco, allucinate distorsioni di matrice noise e assalti elettrici tipicamente punk. La loro aggressività è concentrata in nove fulminanti episodi, tutti con testi in inglese, che non raggiungono neppure un minutaggio complessivo di mezz’ora. È evidente allora che il quartetto punti più alla sostanza che non alla forma; forse ancor più di quanto Pere Ubu, Devo e Talking Heads non facessero ai tempi loro.
Co-prodotto dalla band stessa e dalla Mila Records, l’album è distribuito con licenza Creative Commons, il che significa niente diritti d’autore e libera condivisione dei contenuti; pertanto può anche essere scaricato integralmente dal sito http://www.misskokoro.com